OTTAVA EDIZIONE 2, 3, 4 OTTOBRE 2026

OHNewS

Quanta Meraviglia a La Santissima

Per la fiera del design indipendente Open House Napoli ha raccontato il progetto di rigenerazione temporanea dell'ex Ospedale Militare. Che un tempo però era ben altro...

Natale è il tempo di… Mercato Meraviglia. La fiera del design indipendente è tornata ospite de La Santissima - Community Hub per la sua sedicesima edizione, con decine di espositori e un fitto programma di laboratori, incontri, attività kids e musica dal vivo. Nel weekend del 12-14 dicembre oltre 12 mila persone hanno attraversato i corridoi dell’Ex Ospedale Militare e Open House Napoli - da anni partner dell’evento - ha accompagnato centinaia di visitatori alla scoperta di uno dei più imponenti e intriganti edifici della città.

Lo spazio, con una superficie complessiva di oltre 7.500 mq e inserito all’interno del più ampio Complesso della S.S. Trinità delle Monache e del Parco dei Quartieri Spagnoli di Napoli, è oggi al centro di un innovativo progetto di rigenerazione urbana temporanea. La missione è di restituire alla comunità un bene cittadino, in corso di trasformazione in spazio ibrido a vocazione creativa, che favorirà la crescita sociale e culturale del quartiere di Montesanto e della città, attraverso l’esercizio di pratiche artistiche e di cittadinanza attiva. Sarà una realtà a vocazione interdisciplinare, in cui far convivere creatività, eventi, formazione ed evasione, ospitando spazi espositivi, per formazione e produzione nell’ambito delle discipline teatrali e performative, del settore cinematografico, delle arti visive e della comunicazione, un’area eventi e mostre, uno spazio professionale per la produzione musicale, sale polifunzionali, atelier artistici e laboratori.

Santissima visite 1

C’è stato un tempo, però, in cui il Complesso della S.S. Trinità delle Monache era uno dei più grandi e sfarzosi - nonché ricchi - monasteri d’Europa. Fondato nel Seicento da Vittoria de Silvia - nobildonna che si ribellò a un matrimonio aristocratico sposando invece la vita religiosa con il nome di suor Eufrosina - dominava Napoli dall’alto, immerso tra vigne, uliveti e giardini che si estendevano fino ai Quartieri Spagnoli e ospitavano anche sfarzose feste di monacazione finanziate dalle più facoltose famiglie dell'epoca.

Fu costruito a partire dal 1607 su progetto di Francesco Grimaldi, autore di alcune delle più importanti architetture del tempo. Nei decenni successivi il cantiere passò anche nelle mani di Cosimo Fanzago, che contribuì a definire la monumentalità degli spazi, tra scaloni, portali, marmi e decorazioni barocche. La chiesa custodiva opere di artisti come Jusepe de Ribera e Battistello Caracciolo, mentre il monastero era noto anche come “Convento delle fontane” per la presenza di numerose fontane e giardini oggi scomparsi.

Santissima sala affreschi meraviglia

Un luogo decisamente ameno, la cui memoria tramandata nei secoli fu ben raccolta da Alfonso Fiordelisi nel 1899 in un articolo per la rivista Napoli Nobilissima: "Veramente magnifico doveva essere quel monastero situato in un posto così ridente, addossato alla collina tutta cosparsa di fiori, con tanta cura coltivati, dalle suore, nel giardino detto della montagna; circondato da orti pensili, di dove si poteva godere il meraviglioso spettacolo dell'incantevole Golfo di Napoli; con fontane di marmo stupende; con un laghetto artificiale in cui si poteva navigare con ricche gondole; con una peschiera dove, di tanto in tanto, si facevano delle pesche deliziose; con giuochi d'acqua svariatissimi; altalene, agrumeti stupendi, boschetti vaghissimi, e la più bella raccolta di piante rare. Certo, era di quei monasteri che facevano venir la voglia di farsi monache».

Danneggiato dal terremoto del 1732 e trasformato in Ospedale Militare durante la dominazione francese, in seguito alla soppressione di tutti gli ordini religiosi, il complesso ha attraversato secoli di trasformazioni senza perdere il suo ruolo simbolico nel paesaggio urbano di Napoli. Oggi restano il grande belvedere e il Parco dei Quartieri Spagnoli: frammenti di una storia che continua a raccontare il rapporto profondo tra architettura, città e memoria.

OPEN HOUSE NAPOLI

Un evento di
Associazione Culturale Openness
Via Vicinale Croce di Piperno, 6
80126 Napoli

SEGUICI


© 2022 | Open House Napoli | Tutti i diritti sono riservati
Privacy Policy | Cookie Policy